
Uno dei temi decisivi nel mondo degli investimenti e delle consulenze finanziarie è quello delle informazioni sui costi e sugli oneri degli investimenti. Anche nei corsi Ascofind è emerso questo argomento che abbraccia due aspetti fondamentali: da un lato c’è il rispetto delle regole di mercato, che ti impongono da un punto di vista legale il rispetto di criteri tipici della trasparenza. Dall’altro c’è il rispetto del cliente che deve essere informato nel modo più chiaro e cristallino possibile. Anche perché è così che si costruisce la fiducia del pubblico. Diciamolo senza paura di esagerare: in questo mondo, la chiarezza vale quanto il tasso d’interesse.
Troppo spesso, nel mondo della comunicazione al cliente, la scelta di un finanziamento guarda solo l’importo della rata mensile, lasciando in ombra un ginepraio di costi accessori, oneri fiscali e commissioni che possono alterare il costo reale del debito. Alla fine, il cliente che vuole procedere seguendo il principio della persona prudente si ritrova con dei costi che non ha preventivato. Oggi, puntare sulla trasparenza è un obbligo normativo per gli istituti finanziari, e per il consulente, ma anche un diritto imprescindibile per il cliente. Chi lavora meglio su questo fronte acquisisce anche un vantaggio strategico sui suoi competitor migliori.
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Che cos’è il PRIIPs KID e a cosa serve?
Per affrontare il tema della trasparenza delle informazioni su costi e oneri degli investimenti al consumatore è utile introdurre un concetto che è stato citato nel contesto dei corsi Ascofind. Stiamo parlando del PRIIPs KID: dietro questo acronimo particolarmente articolato si cela uno strumento estremamente utile per l’utente.
Di cosa stiamo parlando esattamente? Ebbene, il PRIIPs KID è un documento sintetico che gli intermediari finanziari sono obbligati a fornire prima che il cliente firmi il contratto. Nello specifico, con la sigla PRIIPs intendiamo Packaged Retail and Insurance-based Investment Products (prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati), mentre KID sta per Key Information Document. Ovvero, il documento che riporta le informazioni più importanti.
Se la trasparenza dei costi e degli oneri è l’obiettivo da raggiungere, il KID è il mezzo che gli intermediari possono e devono utilizzare per supportare una comunicazione virtuosa e corretta. Tutto questo è stato delineato in modo ufficiale dal Regolamento (UE) n. 1286/2014, in applicazione dal 1° gennaio 2018. Quindi, per essere estremamente chiari, il PRIIPs KID non è un’opzione ma un dovere a livello europeo per uniformare la comunicazione finanziaria.
Dalle clausole scritte in piccolo al KID
Questa è una vera rivoluzione per la comunicazione efficace al cliente. Il KID deve indicare, in modo evidente e senza soluzioni poco chiare, l’impatto dei costi sul rendimento o sul finanziamento evidenziando commissioni di ingresso, di uscita e costi correnti. Vale a dire quelle che per gli utenti finali sono delle informazioni spesso oscure e non note. Questo documento non si limita a dirti quanto costa, ma ti mostra graficamente quanto potresti perdere o guadagnare.
Il tutto viene delineato in diversi scenari (favorevole, moderato, sfavorevole). Il PRIIPs KID è fondamentale perché si presenta come un documento molto strutturato. La sua essenzialità e utilità risiedono proprio nella rigidità: le sezioni devono apparire sempre nello stesso ordine e con titoli identici, proprio per dare massima trasparenza e standardizzazione alla comunicazione del rischio. Ad esempio, se il prodotto è molto articolato troverai una frase standard:
“State per acquistare un prodotto che non è semplice e può essere di difficile comprensione”.
Questo è già un ottimo segnale a favore della trasparenza. Nel documento troverai anche gli obiettivi del prodotto, a chi è rivolto e la sua durata: sono tutte informazioni fondamentali perché chiariscono subito se quell’investimento è adatto alle esigenze del consumatore. La parte più importante del documento, però, è sempre l’analisi dei costi che comprende l’andamento nel tempo con l’incidenza dei costi totali (in euro e in percentuale) ma anche:
- Costi di ingresso e uscita: quanto paghi appena firmi e se te ne vai.
- Costi di transazione: gli oneri per comprare o vendere gli asset sottostanti.
- Oneri accessori: ad esempio, le commissioni di performance.
Per quanto tempo dovrei mantenere questo prodotto? Posso ritirare il capitale prematuramente? Il documento in questione risponde anche a queste domande perché indica il periodo di detenzione raccomandato e le penali in caso di estinzione anticipata o disinvestimento prima del tempo. Per un investimento, questa parte chiarisce quanto costa chiudere il debito prima della scadenza. Ma la trasparenza perfetta, con il KID è ancora lontana. Meglio approfondire.
I limiti dell’informativa regolamentare: il MiFID II
Nonostante il PRIIPs KID sia un enorme passo avanti in termini di trasparenza su costi e rischi, ma anche sulle opportunità, si può comunicare meglio. Il limite principale di questo documento standardizzato è che si ferma a una descrizione standard: ti dice quanto costa il prodotto in sé, ma spesso ignora ciò che paghi a chi te lo sta vendendo. È come conoscere il prezzo di un macchinario ma ignorare il costo dell’installazione e della consulenza tecnica.
I costi di distribuzione, che il KID tende a escludere, rappresentano in molti casi la fetta più consistente della spesa totale. È qui che entrano in gioco i rendiconti ex-post di MiFID II. A differenza del KID, che è un documento preventivo basato su stime e costi massimi, il rendiconto MiFID II è una fotografia reale: ti mostra quanti euro sono usciti dal tuo portafoglio nell’anno precedente, includendo anche le commissioni pagate al distributore, la banca o il consulente.
Se il KID è la carta d’identità del prodotto, il MiFID II è il regolamento che disciplina il comportamento di chi te lo vende, garantendo che tu sappia esattamente quanto paghi e perché quel prodotto ti è stato consigliato. Per questo sono previsti altri documenti oltre al KID, come il il prospetto dei costi e oneri Ex-ante e l’informativa sugli intermediari e sui servizi. Il consumatore, quindi, deve fare attenzione a un paradosso: avere troppi indicatori diversi può generare confusione.
La frammentazione tra normative e l’uso di termini non sempre identici rendono ancora difficile il confronto e la valutazione. Puntare sulla trasparenza oggi significa anche saper incrociare questi due strumenti: il KID per valutare le potenzialità iniziali e il rendiconto MiFID II per verificare la realtà dei costi sostenuti.
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