prezzi case
Aggiornato il: 31/05/2026Pubblicato in: EURO, IMMOBILIARE, MERCATO MONETARIO
Basta fare una piccola ricerca per avere una percezione solida: i prezzi delle case in Italia sono alti. Troppo alti. Ma questa è un’idea che si continua a condividere a causa di una falsa prospettiva. Perché magari valutiamo il prezzo al metro quadro delle località più esclusive, tipo Forte dei Marmi o Capri. Senza dimenticare Milano o altre grandi città.

In realtà non è così, i prezzi delle case in Italia sono più bassi rispetto alla media europea. Questa è una realtà che deve essere osservata e analizzata da chi vuole investire nel mercato immobiliare: oggi non possiamo seguire le opinioni e le chiacchiere da bar ma servono i dati. E i dati che possiamo osservare ci dicono che a volte la percezione ci inganna.

Nel mercato immobiliare UE, l’Italia è tra i paesi con la crescita più bassa negli ultimi 10 anni. Questa riflessione ha basi confermate: secondo il report Eurostat aggiornato al 2026 possiamo parlare di un aumento dei prezzi delle abitazioni e degli affitti che preoccupa i cittadini della Comunità Europea. E che, nonostante le percezioni condivise, l’Italia è ancora un luogo in cui le case costano poco. Cerchiamo di approfondire questo passaggio per avere una visione chiara che può aiutare a capire come e dove investire.

Aumento dei prezzi delle case in Europa: è reale o no?

L’aumento del prezzo delle case in Europa è un tema oggettivo. I numeri pubblicati dall’UE sull’evoluzione del mercato immobiliare nel 2025 (gli ultimi disponibili) confermano che l’aumento dei prezzi delle case in Europa è un fatto, un dato concreto. E sta accelerando nuovamente dopo una fase di incertezza. I prezzi delle abitazioni nell’Unione Europea, nell’ultimo trimestre del 2025, hanno registrato una crescita annuale del 5,5%. Ma possiamo notare una situazione più chiara se diamo uno sguardo al decennio 2015-2025.

Il valore degli immobili nell’Unione Europea è esploso con picchi fuori controllo in paesi come l’Ungheria (+290%), Estonia (+228%) e Lituania (+179%). In Italia, il trend resta positivo: le case continuano ad aumentare di prezzo ma non come avviene negli altri paesi d’Europa. Nel nostro paese, infatti, la crescita è stata più contenuta rispetto alla media europea.

Al tempo stesso, la pressione abitativa è una sfida che non accenna a diminuire. Perché è alimentata da una domanda che supera costantemente l’offerta di nuovi alloggi disponibili in determinate zone. Siamo in una situazione di forte disomogeneità, in cui troviamo località turistiche o grandi città con prezzi che lievitano ma zone rurali con prezzi molto bassi.

Alcuni paesi hanno una crescita relativa molto alta

Il Belpaese, pur mantenendo alcune eccellenze locali, ha subito un aumento dei prezzi delle case relativamente basso rispetto alla media europea. Di sicuro, l’Italia ha agganciato la tendenza al rialzo con una crescita dei prezzi d’acquisto molto più lenta ma costante. Se guardiamo il grafico Eurostat della crescita tra il 2015 e la fine del 2025, vediamo l’Ungheria in cima con un mostruoso +290% e l’Italia quasi piatta in fondo alla classifica. Cosa significa tutto questo? Siamo di fronte a un caso raro o a una recessione del mercato immobiliare?

Prezzi delle case: Italia fanalino di coda in Europa

Come è cresciuto il prezzo delle case in Italia.

Il punto è che stiamo leggendo le percentuali di crescita. Non quelle dei prezzi assoluti. Un aumento del 290% in Ungheria è impressionante, nessuno lo mette in dubbio. Ma questo paese parte da valori bassi. Se a Budapest una casa nel 2015 costava 800 € al metro quadro, oggi costa circa 3.100. È un balzo enorme per i residenti locali, ma in termini assoluti no.

Quindi, il prezzo resta inferiore a quello di molte altre capitali europee. Paesi come il Lussemburgo, la Germania o la Francia mostrano percentuali di crescita minime nell’ultimo periodo. Ma i valori assoluti di partenza erano già altissimi. Ecco perché un poco incisivo +20% a Monaco di Baviera o a Parigi si traduce in un aumento di spesa in denaro reale infinitamente superiore rispetto al +290% di Budapest. Anche perché in queste città europee, tra le quali inseriamo anche le metropoli italiane, si arriva a cifre astronomiche.

L’illusione della media nazionale italiana

I valori precedenti, in parte, possono essere commentati sottolineando il fatto che si considerano dati relativi e non assoluti. Quindi, è normale che paesi emergenti dell’Est Europa abbiano crescite esponenziali di fronte a un aumento dello sviluppo economico o del turismo. Quindi chiediamoci: come cambiano i prezzi delle case nel corso del tempo se consideriamo i numeri reali? Aumentano o diminuiscono nel tempo? E qual è il confronto con gli altri paesi europei? Se guardiamo i numeri Eurostat a lungo termine, a partire dal 2010, l’Italia è un’eccezione.

Infatti, è uno dei pochissimi paesi insieme alla Grecia in cui i prezzi medi delle case sono rimasti sostanzialmente fermi rispetto a quindici anni fa. Il problema è tutto nella sua disomogeneità: ci sono delle isole felici iper-inflazionate come Milano, Roma, Bologna o Firenze che operano nel rispetto dei valori assoluti europei. Ad esempio, Milano si muove ormai sopra i 5.300€/mq di media, con picchi oltre i 10.000 €. In queste città la crescita è effettiva. Nei piccoli centri e nelle città secondarie, invece, i prezzi sono bassi.

Questo scenario bacchetta la media nazionale nei report Eurostat, dando l’illusione che in Italia le case non aumentino. In realtà, la situazione è molto articolata. Perché si sta creando un divario difficile da gestire tra i centri urbani attrattivi, dove i prezzi assoluti sono ormai proibitivi, e le province. Qui il valore degli immobili continua a svalutarsi.

L’importanza di un supporto attivo per gli investimenti

La riflessione che abbiamo proposto grazie ai dati Eurostat è chiara: investire nel settore immobiliare in Italia è complesso. Certo, si potrebbe anche pensare a intercettare opportunità in questi paesi emergenti dove i prezzi delle case – in termini assoluti – sono ancora abbordabili ma la crescita vertiginosa lascia intendere un aumento degli interessi.

Il rischio di gestire male le risorse non è così lontano dalla realtà. Per questo motivo, la diversificazione del portafoglio per i propri investimenti – anche nel settore immobiliare – dovrebbe essere seguita sempre da un property manager coordinato con il consulente finanziario per concordare la strategia. Ad esempio, la domanda e i prezzi degli affitti in Italia sono in costante ascesa a differenza dei prezzi dell’acquisto. Quindi, giostrando tra città di seconda fascia ma ad alta densità abitativa e scommesse sulla riqualificazione immobiliare ci possono essere notevoli opportunità.

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Scritto da: Riccardo Esposito

Riccardo Esposito
Riccardo applica la sua solida esperienza editoriale al settore dell'informazione finanziaria. Lavorando in sinergia con Luca Spinelli, cura la divulgazione dei temi legati agli investimenti, con l'obiettivo di rendere accessibili anche i concetti più complessi. Il suo contributo garantisce rigore e chiarezza ai contenuti di consulente-finanziario.org, offrendo ai lettori strumenti di approfondimento fondamentali per accrescere la propria cultura finanziaria.

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