jean baptiste say e il mercato contemporaneo un dialogo immaginario sulla finanza moderna
Aggiornato il: 30/05/2026Pubblicato in: AZIONI, METALLI PREZIOSI, ORO, SENZA CATEGORIA

Jean-Baptiste Say, uno dei principali economisti del XIX secolo, è famoso per la sua legge degli sbocchi, che afferma che “l’offerta crea la propria domanda”. Secondo questa visione, la produzione di beni e servizi genererà automaticamente una domanda per quelli stessi beni e servizi. La teoria di Say ha avuto una grande influenza sulla comprensione delle dinamiche economiche, ma come si applica a un contesto finanziario contemporaneo, in cui la speculazione e la volatilità dei mercati dominano spesso le notizie? In un’intervista immaginaria, Say offre spunti interessanti su come il suo pensiero si intersecherebbe con i mercati finanziari moderni.

Luca Spinelli, consulente finanziario indipendente, conduce una conversazione profonda con Say, esplorando non solo la sua legge, ma anche la sua visione sulla regolamentazione dei mercati, il ruolo delle banche centrali, e la sostenibilità economica. La discussione è un’occasione per riflettere su come i principi economici del passato possano guidarci nelle sfide odierne.

Il valore autentico e le bolle speculative

Luca Spinelli inizia la conversazione ponendo a Say una domanda sulla natura delle crisi finanziarie speculative, un argomento che ha conquistato molta attenzione nei mercati globali negli ultimi decenni. La sua domanda fa riferimento a come, nelle ultime crisi, le bolle speculative siano state alimentate da una distorsione tra valore percepito e valore reale. Secondo Say, le bolle speculative nascono quando si attribuisce valore a ciò che non produce ricchezza autentica. In altre parole, quando gli investitori si concentrano su beni e attività che non sono realmente produttivi, ma che sono solo percepiti come tali, si innesca una spirale di aspettative irrealistiche, che alla fine porta a un crollo dei mercati.

Say vede il ruolo della regolamentazione come fondamentale, ma con un chiaro limite. Mentre il governo deve intervenire per prevenire frodi e ingiustizie, non dovrebbe limitare eccessivamente la libertà di rischio individuale. La regolamentazione, secondo lui, deve essere orientata a mantenere un sistema di mercato giusto e trasparente, senza soffocare l’iniziativa individuale, che è alla base della crescita economica.

La domanda aggregata e la produzione

Luca Spinelli porta una critica comune che viene fatta alla legge degli sbocchi di Say, ovvero quella secondo cui Say non avrebbe tenuto sufficientemente conto del ruolo della domanda aggregata. Molti economisti moderni, a partire da John Maynard Keynes, hanno sostenuto che la domanda aggregata è il fattore principale per determinare il livello di produzione e occupazione in un’economia. La risposta di Say a questa critica è chiara e illuminante. Egli sostiene che la domanda è indubbiamente importante, ma che essa non può esistere senza una base di produzione. In altre parole, la produzione è il prerequisito per la domanda: senza produzione non c’è nulla da acquistare. Say sottolinea che un’economia sana e stabile deve concentrarsi sulla creazione di valore reale, che a sua volta stimola una domanda genuina e sostenibile.

Nel contesto moderno, questo concetto è particolarmente rilevante. Gli investimenti che puntano esclusivamente su attività speculative, piuttosto che su investimenti che aumentano la produttività reale, sono rischiosi e destinati a creare squilibri.

L’intervento delle banche centrali e l’espansione monetaria

La discussione si sposta poi sulle politiche monetarie moderne. Le banche centrali, con il loro controllo sui tassi d’interesse e sulla massa monetaria, giocano un ruolo fondamentale nell’economia globale, soprattutto attraverso politiche monetarie espansive. Ma come si allinea questo con la visione di Say?

Say è scettico riguardo all’uso eccessivo delle politiche monetarie espansive. Se la creazione di moneta non è accompagnata da un incremento corrispondente nella produzione reale, allora si corre il rischio di generare inflazione, che distorce il valore dei beni e dei servizi. Say ritiene che l’espansione monetaria dovrebbe essere giustificata solo quando facilita l’accesso al credito per attività produttive che realmente contribuiscono alla crescita economica. L’approccio delle banche centrali di oggi, secondo lui, tende ad essere troppo orientato a risolvere i problemi a breve termine, senza considerare le implicazioni a lungo termine sull’equilibrio dell’economia.

La libertà di mercato e le disuguaglianze

Un altro punto interessante della conversazione riguarda la visione di Say sulla libertà di mercato e le disuguaglianze economiche. Oggi, molte delle disuguaglianze economiche sono attribuite alla concentrazione del potere economico e alle politiche che favoriscono le grandi imprese a scapito delle piccole e medie imprese. Say, tuttavia, crede che la libertà di mercato sia il mezzo migliore per ridurre le disuguaglianze, non per aumentarle. In un mercato veramente libero, secondo lui, chi crea valore trova sempre la sua ricompensa. È la presenza di ostacoli artificiali, come regolamenti dannosi e privilegi per alcune imprese, che impedisce a chiunque di prosperare in base al merito.

L’idea che l’economia di mercato, se lasciata libera da interventi distorsivi, favorisca la competizione leale e la redistribuzione delle risorse in base al merito, si scontra oggi con la realtà di mercati dominati da grandi multinazionali. Nonostante questo, Say mantiene la sua fiducia nella capacità del mercato di ridurre le disuguaglianze, se i governi rimuovono le barriere e creano un ambiente di concorrenza aperta.

Il progresso tecnologico e il futuro dei mercati

Con l’avvento delle tecnologie moderne, il mondo sta attraversando una rivoluzione economica che cambia radicalmente la produzione, il consumo e il lavoro. L’innovazione tecnologica, dal punto di vista di Say, è un motore cruciale per l’incremento della produttività e della ricchezza globale. Ogni innovazione che riduce il costo della produzione o migliora l’efficienza è un passo avanti per l’umanità. Tuttavia, Say avverte anche che l’adozione delle nuove tecnologie deve essere accompagnata da politiche di adattamento sociale. Se i lavoratori non sono preparati ad affrontare il cambiamento, si possono creare dislocamenti economici e sociali significativi.

Nel contesto economico attuale, il progresso tecnologico sta avendo effetti profondi su industrie tradizionali e sui mercati del lavoro. La digitalizzazione, l’intelligenza artificiale, e l’automazione sono solo alcune delle forze che stanno trasformando il panorama. La capacità di adattamento, sia delle imprese che dei lavoratori, è fondamentale per garantire che questi cambiamenti portino benefici duraturi.

Sostenibilità economica e protezione dell’ambiente

L’incontro di oggi non si limita a temi finanziari e produttivi, ma si estende anche alle questioni ambientali. Come possiamo coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale? Say ci offre una prospettiva che, pur risalendo a due secoli fa, è straordinariamente attuale. Secondo lui, la natura è la risorsa fondamentale dell’umanità, e ignorarla significa compromettere le basi della prosperità futura. Le attività economiche devono essere condotte con un occhio attento all’equilibrio ambientale, consumando risorse senza distruggere gli ecosistemi da cui dipendiamo.

Oggi, molte imprese e investitori si stanno concentrando sulla sostenibilità, cercando di coniugare il profitto con la protezione dell’ambiente. La crescente attenzione verso gli investimenti sostenibili e le politiche green è un passo verso l’integrazione dei costi ambientali nei modelli economici. Say suggerisce che l’imprenditore deve imparare a considerare l’ambiente come parte integrante della produzione, e non come un aspetto separato o secondario.

Investire in modo etico e sostenibile

Molti giovani oggi si chiedono come investire in modo etico e sostenibile. Say offre una guida che rimane valida anche nel mondo moderno. Consiglia di cercare quelle imprese che non si limitano a perseguire il profitto, ma che creano un impatto positivo sulla società. Il profitto, secondo lui, è una conseguenza della qualità e dell’impegno che un’impresa dimostra nei confronti del bene comune. Gli investitori devono cercare di individuare le aziende che dimostrano responsabilità sociale e sostenibilità, poiché queste imprese sono destinate a crescere e prosperare nel lungo termine.

Il futuro dei governi e degli investitori

Infine, la conversazione si concentra sulle priorità per i governi e gli investitori nei prossimi decenni. Secondo Say, la principale priorità dovrebbe essere quella di ristabilire un equilibrio tra produzione e consumo, progresso e conservazione. I governi devono rimuovere gli ostacoli che impediscono la libera imprenditorialità, mentre gli investitori devono comprendere che il vero valore del capitale risiede nel sostegno alle attività creative e produttive. In definitiva, la prosperità futura dipende dalla capacità dell’uomo di trasformare ciò che ha in ciò che sogna.

In un’epoca di cambiamenti rapidi e incertezze globali, il messaggio di Say risuona con forza. La produzione e l’innovazione sono le chiavi per un futuro prospero, mentre l’etica e la sostenibilità sono gli strumenti per costruire un mondo migliore.

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Scritto da: Luca Spinelli

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Fondatore di consulente-finanziario.org, Luca Spinelli è un consulente finanziario indipendente di Milano iscritto all'Albo OCF nonché investitore professionale. Specializzato in consulenza indipendente e gestione di portafoglio, promuove un'educazione finanziaria chiara e trasparente per aiutare le persone a prendere decisioni informate. Nel 2025 ha pubblicato un eBook dedicato alla consulenza finanziaria indipendente (ISBN 9791224027447).

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