Ricchezza delle famiglie in frenata: cosa succede in Italia?
Aggiornato il: 31/05/2026Pubblicato in: EURO, MERCATO MONETARIO

Uno dei temi che sta attirando l’attenzione dei mercati e degli investitori riguarda la ricchezza delle famiglie italiane che attraversa una frenata importante. La notizia arriva grazie all’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl, che si fonda sui dati della Banca centrale europea (Distributional Wealth Accounts).

Questo studio, rilanciato anche da Il Sole 24 Ore e che trovi sul documento PDF ufficiale, suggerisce un punto fondamentale per comprendere lo scenario attuale: negli ultimi 13 anni – tra dicembre 2012 e giugno 2025 – la ricchezza delle famiglie italiane è cresciuta meno rispetto agli altri paesi europei. La percentuale è pari a poco più del 20%, contro il 45,1% della Francia e il 108,2% della Germania. Tutto questo senza considerare che la media dell’area euro si è consolidata al 66,2%.

Come cambia la società italiana?

La ricchezza netta delle famiglie italiane è aumentata poco rispetto agli altri paesi europei e, in termini reali (ossia a prescindere dall’inflazione), è addirittura diminuita di circa il 2% dal 2012 a metà 2025. Quindi è stata persa una buona parte di ricchezza in termini reali.

  • Il 50% dei meno abbienti detiene il 7,4% della ricchezza.
  • Il 10% più ricco concentra quasi il 60% della ricchezza.
  • Il 5% in cima alla scala detiene oltre il 49%.

Questo significa che, pur avendo un valore nominale maggiore di alcuni anni fa, il potere reale dei patrimoni è consumato dai prezzi dei beni necessari per la vita quotidiana. In confronto, la ricchezza delle famiglie in Francia e Germania è cresciuta molto di più nello stesso periodo. Ricordiamo che il concetto di ricchezza netta utilizzato nei Dwa alla base dello studio copre anche depositi, titoli di debito, azioni quotate, azioni non quotate e altre azioni, quote di fondi d’investimento.

Come cambia il risparmio in Italia?

Un’altra evoluzione riguarda il comportamento di risparmio: l’idea che gli italiani siano un popolo di risparmiatori è superata. Il tasso di risparmio lordo delle famiglie italiane è cresciuto meno di quello della media dell’area euro e risulta nettamente inferiore rispetto ad altri paesi.

Come cambia il risparmio in Italia?

Come cambia il risparmio in Italia?

Per contestualizzare, a giugno del 2025 il tasso di risparmio italiano, pari a 12,3%, è nettamente al di sotto sia di quello medio dell’area euro (15,4%) sia di Germania e Francia, rispettivamente al 19,2% e al 18,7%. Questo dato ha un significato chiaro: le famiglie italiane, oltre a perdere potere d’acquisto nel corso degli anni, mettono da parte una quota minore di reddito rispetto alla media europea. Il risultato è chiaro: diminuisce il cuscinetto finanziario per investimenti o consumi.

I rischi: disuguaglianze e stagnazione

Questa condizione porta a due grandi scenari negativi. Il primo è simile a quello di tanti altri paesi in cui aumenta il divario tra classi sociali più e meno abbienti. Se la ricchezza continua a concentrarsi nelle mani di una minoranza, assisteremo a un divario sempre più ampio tra famiglie. Questo può trasformarsi in un problema di caratura sociale: disuguaglianze importanti possono tradursi in differenze importanti rispetto all’accesso alla casa, alla formazione, alle opportunità economiche.

Le conseguenze di questa situazione hanno dei risvolti sempre diversi. Ad esempio, un basso tasso di risparmio che si fonde con una ricchezza reale bloccata, tende a comprimere la domanda interna. Questa è la stagnazione: le famiglie hanno meno margine per investire, il che può frenare la crescita economica.

Se questa condizione non si risolve, la competitività delle famiglie può continuare a deteriorarsi. Proprio in uno scenario del genere, il contributo di un consulente finanziario può fare la differenza per gestire risorse che canalizzino il risparmio verso l’economia reale. Il consulente aiuta le famiglie a smettere di subire il contesto economico e a gestirlo in modo consapevole; si concentra su obiettivi realistici per proteggere il patrimonio da inflazione, tasse e scelte economiche sbagliate.

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Scritto da: Riccardo Esposito

Riccardo Esposito
Riccardo applica la sua solida esperienza editoriale al settore dell'informazione finanziaria. Lavorando in sinergia con Luca Spinelli, cura la divulgazione dei temi legati agli investimenti, con l'obiettivo di rendere accessibili anche i concetti più complessi. Il suo contributo garantisce rigore e chiarezza ai contenuti di consulente-finanziario.org, offrendo ai lettori strumenti di approfondimento fondamentali per accrescere la propria cultura finanziaria.
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Renzo Rossi
26/04/2026
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Chiarissime le spiegazioni e le proposte
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Sonia Mattino
05/04/2026
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Grazie per il recap Luca!
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10/03/2026
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Esperienza impeccabile
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12/02/2026
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Luca è una persona che una competenza in quanto a formazione finanziaria straordinaria e io lo consiglio sicuramente tutti coloro che vorrebbero imparare e qualcosa di più sugli investimenti
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Patric Zanierato
09/01/2026
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Consulente consigliato. Si vede che ne capisce.
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24/11/2025
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Molto preparato!
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Davide Piccolo
08/09/2025
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