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Aggiornato il: 31/05/2026Pubblicato in: AZIONI, EURO, MERCATO MONETARIO, OBBLIGAZIONI, SENZA CATEGORIA

Gli investitori alla ricerca di rendimenti più elevati rispetto alle classiche obbligazioni senior si imbattono spesso nei titoli subordinati. Capire come funzionano, quali rischi portano e quando possono essere adatti al portafoglio è essenziale per prendere decisioni informate. Un approccio lucido è particolarmente importante con strumenti bancari come AT1 e Tier 2, oggetto di attenzione regolamentare e di cronaca dopo alcuni eventi noti nel settore finanziario europeo.

Che cos’è un’obbligazione subordinata

Un’obbligazione subordinata è un titolo di debito che, in caso di liquidazione o risoluzione dell’emittente, viene rimborsato dopo i creditori senior e i depositanti non protetti. La subordinazione implica che l’investitore accetta una priorità inferiore nel rimborso in cambio di un rendimento potenzialmente più alto. Nel linguaggio comune in Italia si parla anche di “titoli subordinati”; il termine “obbligazione titolo subordinato” ricorre spesso nelle ricerche per identificare questa categoria.

Le principali categorie: AT1 e Tier 2

  • AT1 – anche chiamate CoCo, sono emissioni perpetue senza scadenza legale, con cedole discrezionali e rischi di write-down o conversione in azioni al verificarsi di specifici trigger regolamentari sul capitale.
  • Tier 2 – hanno una scadenza definita, cedole in genere non discrezionali e contribuiscono al capitale di vigilanza come strumento di assorbimento perdite al punto di non sopravvivenza dell’emittente.

Come funziona e cosa la rende diversa

La caratteristica chiave è la subordinazione nella gerarchia dei creditori. Le normative europee di risoluzione bancaria prevedono l’uso del bail-in per assorbire perdite e ricapitalizzare l’ente in crisi. Ciò significa che obbligazionisti subordinati possono subire perdite prima dei senior, con intensità variabile secondo la classe di strumento e gli eventi di deterioramento del capitale.

Meccanismi di perdita e gerarchia creditoria

  • Trigger regolamentari: negli AT1 la riduzione del CET1 ratio sotto soglie contrattuali (spesso 5,125 percento o 7 percento) può comportare conversione in azioni o azzeramento parziale del nominale.
  • Punto di non sopravvivenza (PONV): per i Tier 2, l’autorità di risoluzione può imporre perdite qualora la banca non sia più viable.
  • Gerarchia: azioni e AT1 assorbono perdite prima dei Tier 2, che a loro volta precedono senior non garantiti e depositi non protetti.

Cedole, call e durata

  • Cedole AT1: pagamenti discrezionali e non cumulativi; la banca può sospenderli senza default.
  • Call: molte emissioni prevedono opzioni di rimborso anticipato alla prima data utile; la mancata call espone a extension risk.
  • Durata: AT1 sono perpetue con reset periodici della cedola; i Tier 2 hanno scadenze tipiche tra 5 e 12 anni.

Rischi e rendimento – cosa aspettarsi

Il premio di rendimento delle obbligazioni subordinate nasce dal maggior rischio di perdita e dalla minore seniority. Lo spread rispetto a emissioni senior dello stesso emittente riflette fattori come solidità patrimoniale, qualità degli attivi, redditività ed esposizione a shock macro. Un contesto di tassi più alti può rendere i rendimenti correnti interessanti, ma aumenta anche la sensibilità del prezzo e l’attenzione degli investitori alla qualità del credito.

I rischi specifici da valutare

  • Rischio di perdita: write-down o conversione, sospensione delle cedole sugli AT1, perdite al PONV sui Tier 2.
  • Rischio emittente: deterioramento della qualità del credito o del capitale regolamentare.
  • Rischio di tasso e durata: volatilità dei prezzi dovuta a movimenti dei rendimenti.
  • Rischio di call/extension: possibilità che l’emittente non richiami alla prima data utile, prolungando l’orizzonte.
  • Liquidità: scambi meno profondi rispetto alle emissioni senior; spread denaro-lettera più ampi.
  • Regolamentare: cambi di regole su capitale, MREL e risoluzione possono incidere sui prezzi.
  • Valuta e subordinazione strutturale: emissioni in divisa diversa dall’euro e posizionamento nella struttura del gruppo.

Rendimenti e spread in contesto di mercato

La dinamica dei subordinati bancari europei ha mostrato fasi di ampliamento degli spread in corrispondenza di shock settoriali e successivi riassorbimenti con il miglioramento del sentiment. Il Financial Stability Review della BCE del 2023 ha richiamato l’attenzione sulla volatilità degli AT1 dopo gli eventi primaverili, evidenziando la funzione di assorbimento perdite ma anche la sensibilità a incertezze normative. Le sintesi periodiche EBA sul rischio del settore mostrano come solidità patrimoniale e redditività bancarie siano state nel complesso resilienti nel 2023-2024, condizione favorevole ma non sufficiente a ridurre i rischi intrinseci della subordinazione.

Quadro normativo e casi reali utili

Gli strumenti subordinati delle banche europee sono disciplinati dal framework di vigilanza e risoluzione definito da CRR/CRD e dalla Direttiva 2014/59/UE (BRRD) che introduce il bail-in. In caso di crisi, le autorità di risoluzione come il Single Resolution Board possono imporre perdite a categorie di strumenti in ordine gerarchico. Sul fronte della tutela dell’investitore, MiFID II e PRIIPs richiedono verifica di appropriatezza e la consegna del KID per strumenti complessi, ambito in cui rientrano spesso gli AT1. In Italia, Consob e Banca d’Italia vigilano su condotta e trasparenza.

Il caso Credit Suisse 2023

Nel marzo 2023, nel contesto dell’operazione straordinaria che ha portato all’acquisizione di Credit Suisse, circa 16 miliardi di franchi svizzeri di AT1 sono stati azzerati. L’evento, ampiamente riportato dalle principali agenzie e analizzato in documenti di vigilanza europei, ha evidenziato come i meccanismi contrattuali e la priorità delle perdite possano differire tra giurisdizioni e prospetti. Per gli investitori ha rappresentato un promemoria concreto sul fatto che i subordinati, in particolare gli AT1, sono strumenti di capitale rischiosi.

Cosa prevedono BRRD e SRB

Il quadro europeo sottolinea la coerenza della gerarchia delle perdite, con azionisti e AT1 davanti ai Tier 2 e ai creditori senior. Comunicazioni dello SRB successive al 2023 hanno ribadito che la sequenza europea di assorbimento perdite resta intatta. Questo non elimina il rischio di eventi imprevedibili, ma chiarisce le regole applicabili nell’Unione Europea.

Quando ha senso e per chi può essere adatta

Un titolo subordinato può trovare spazio in portafoglio solo se l’investitore accetta una volatilità più alta e una possibilità di perdita permanente del capitale più elevata rispetto ai bond senior. L’orizzonte temporale deve essere di medio-lungo termine e la quota va calibrata rispetto al profilo di rischio complessivo.

  • Investitori con alta tolleranza al rischio e orizzonte pluriennale.
  • Portafogli che cercano diversificazione di fonti di rendimento all’interno dell’universo obbligazionario.
  • Chi è in grado di valutare bilanci bancari, qualità del capitale e condizioni di risoluzione.

Checklist operativa prima di investire

  1. Verificare solidità patrimoniale dell’emittente: CET1 ratio, qualità degli attivi, utili.
  2. Leggere prospetto e termini: trigger, clausole di call, possibilità di sospendere le cedole.
  3. Confrontare spread con senior dello stesso emittente e con pari mercato.
  4. Stimare scenari: mancata call, allargamento spread, stress sul capitale.
  5. Valutare liquidità e taglio minimo di negoziazione.
  6. Integrare con una policy di posizione massima per emittente e strumento.
  7. Considerare strumenti alternativi come fondi con esposizione diversificata ai subordinati, se la selezione diretta non è praticabile.

Tasse, costi e dove si comprano

Per un investitore retail residente in Italia, le cedole e le plusvalenze da obbligazioni subordinate corporate o bancarie sono in genere tassate al 26 percento. Titoli di Stato italiani e di Paesi equiparati seguono aliquota al 12,5 percento, ma la maggior parte dei subordinati è emessa da banche e società con aliquota al 26 percento. Sui dossier titoli si applica l’imposta di bollo proporzionale annua dello 0,2 percento. Commissioni di acquisto e vendita dipendono dall’intermediario e incidono sul rendimento effettivo.

  • Dove si negoziano: mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione, oltre all’OTC, con liquidità variabile per ISIN ed emittente.
  • Documentazione: KID PRIIPs per strumenti complessi, prospetto e term sheet.
  • Idoneità MiFID II: verifica di appropriatezza e coerenza con obiettivi, orizzonte e capacità di sopportare perdite.

Punti chiave da portare a casa

  • Un’obbligazione subordinata offre rendimento superiore in cambio di maggiore rischio di perdita e di sospensione cedolare.
  • La gerarchia delle perdite e i trigger regolamentari sono determinanti per capire cosa può accadere in stress.
  • Il quadro europeo BRRD e le indicazioni di BCE, EBA e SRB guidano l’ordine di assorbimento delle perdite e la gestione delle crisi.
  • Eventi come l’azzeramento degli AT1 di Credit Suisse nel 2023 hanno mostrato rischi non teorici ma concreti.
  • L’analisi deve essere emittente-specifica, con attenzione a capitale, qualità degli attivi, liquidità e struttura delle emissioni.
  • La componente va calibrata sul profilo dell’investitore e sull’orizzonte, con chiari limiti di concentrazione.

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Scritto da: Luca Spinelli

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Fondatore di consulente-finanziario.org, Luca Spinelli è un consulente finanziario indipendente di Milano iscritto all'Albo OCF nonché investitore professionale. Specializzato in consulenza indipendente e gestione di portafoglio, promuove un'educazione finanziaria chiara e trasparente per aiutare le persone a prendere decisioni informate. Nel 2025 ha pubblicato un eBook dedicato alla consulenza finanziaria indipendente (ISBN 9791224027447).

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