
Un buon consulente finanziario indipendente deve essere in grado di consigliare il proprio cliente al meglio. Individuando anche soluzioni alternative alle classiche obbligazioni o alle azioni per far fruttare i capitali. E il mercato immobiliare italiano è uno di quei filoni decisivi per chi ha una buona base di partenza, perché il trend sembra sorridere a chi ha la possibilità di investire sul mattone. Chiaro, chi si occupa di questo settore sa bene che nulla è confermato e sicuro in termini assoluti. Ma i dati parlano chiaro.
Nella prima parte del 2026, gli investimenti nel settore immobiliare in Italia hanno toccato i 7,06 miliardi di euro. Ciò significa una crescita del 28% rispetto alla stessa finestra temporale del 2025. Le informazioni che riporto sono quelle dell’Ufficio Studi di BNP Paribas Real Estate, il quale ci lascia indicazioni a favore di un mercato in ascesa.
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La resilienza del mercato immobiliare italiano
Il concetto di partenza è questo: ci troviamo di fronte a un settore che continua a crescere e a migliorare. Confermarsi come uno scenario altamente positivo. Anche in un contesto globale di forte instabilità, i rendimenti delle proprietà immobiliari nelle principali tipologie (retail, uffici, logistica, accoglienza) si sono mantenuti stabili.
Questi risultati del primo semestre 2026, infatti, indicano una maggiore fiducia del mercato e un’attività di investimento più intensa rispetto all’anno precedente. I volumi risultano superiori alla media degli ultimi 10 anni, confermando in pieno la ripresa già registrata dall’inizio dell’anno. A dare man forte arriva un ulteriore riferimento, quello delle prospettive sul lungo periodo: rispetto agli ultimi cinque anni, i volumi del primo semestre 2026 mostrano un incremento del 40%, delineando uno scenario positivo per chi investe.
Quali sono i settori che rendono di più?
Sempre secondo la ricerca già citata, i mercati immobiliari più interessanti e redditizi sono questi: retail, uffici, logistica e accoglienza. Al loro interno, però, ci sono delle differenze sostanziali perché registriamo un andamento altalenante. Infatti, il lavoro degli investitori ha evidenziato una concentrazione dei capitali verso operazioni nei settori retail e industrial & logistics. Questi mercati hanno fatto da traino, arrivando a coprire insieme ben il 56% dei volumi complessivi del mercato. Vogliamo analizzare i risultati?
Uffici: un mercato che si sta ripensando
Probabilmente, non è la fase migliore per investire nel settore dedicato agli uffici. Molte aziende pensano allo smart working, cercano soluzioni meno impegnative per non gravare sui bilanci. La realtà è che il mercato sta attraversando una fase di ricalibrazione e rimodulazione con l’evoluzione dei modelli lavorativi ibridi. Ed è così che si registrano dati poco confortanti: rispetto al primo semestre dell’anno precedente, i volumi d’investimento nel comparto office hanno definito una contrazione pari al -49% y/y.

Il mercato degli uffici in Italia.
Attenzione, non è un settore così definito e monolitico. Ci sono delle differenze sostanziali: i rendimenti delle proprietà immobiliari prime – proprietà di massima qualità e maggior pregio sul mercato – ad uso ufficio sia a Milano sia a Roma sono rimasti invariati su base trimestrale nel Q2 2026, attestandosi rispettivamente al 4,00% e al 4,75%. E confermando l’attuale fase di stabilità dei prezzi dopo la ricalibrazione osservata nei periodi precedenti. Ciò significa che determinate fette di mercato sono esenti dalla crisi.
Hospitality: riposizionamento strategico
Iniziamo dai fatti: l’attività di investimento nel settore dell’ospitalità ha raggiunto 1 miliardo di euro nel primo semestre del 2026, registrando un calo su base annua. Questo trend è legato alle ottime performance dei periodi precedenti. L’attività è stata sostenuta soprattutto da operazioni collegate a singoli attivi, con i capitali diretti verso destinazioni a vocazione turistica e location urbane di alta qualità: in questo calo fisiologico notiamo anche una forte pipeline di operazioni volte alla rigenerazione e al repositioning di asset esistenti.
Retail: la spinta delle High Street di lusso
Il settore retail presenta un dato certo dal quale partire: 2,64 miliardi di euro. Questi sono gli investimenti nel primo semestre del 2026. Confermandosi come la tipologia di attivo più dinamica dall’inizio dell’anno, soprattutto grazie agli asset High Street nel cuore di Milano. Il settore ha segnato una crescita del +113% su base annua, ma a spingere i volumi è stata la seconda più grande mai registrata sul mercato italiano. Ovvero, l’acquisizione dell’80% dell’immobile in Via Montenapoleone 8 a Milano per un valore di 1,161 miliardi di euro.

Come si muove il mercato retail.
Non è solo questo, però, il risultato da considerare: anche eliminando questo dato, la crescita organica del comparto si attesta su un solido +19% y/y. In definitiva, possiamo dire che i rendimenti nel settore High Street si mantengono stabili attorno al 3,90%, mentre si osserva una lieve compressione – o comunque una tendenziale stabilità – sui centri commerciali intorno al 7,25%. Quindi, bisogna fare sempre attenzione a dove e come si investe, non tutto il settore retail nel mercato immobiliare italiano è sinonimo di buoni risultati.
Logistica: un mercato che conferma le aspettative
Nel primo semestre 2026, gli investimenti nella logistica hanno registrato un incremento del 66% su base annua pari a 1,34 miliardi di euro. Insieme al settore retail, quello della logistica possiede la quota maggioritaria del volume complessivo di mercato. La spinta del settore è garantita da fondamentali occupazionali estremamente solidi, questo garantisce un mercato con dei risultati nettamente al di sopra della media del primo semestre degli ultimi 10 anni. Tutto questo conferma la dinamicità del mercato logistico e immobiliare.
Quindi, conviene investire in questo settore?
Leggendo questi dati la risposta appare logica: sì. Retail, logistica e affitti sono i migliori investimenti immobiliari. E i risultati del primo semestre 2026 tracciano un quadro di grande fiducia degli investitori sul mercato del mattone in Italia. La stabilità dei rendimenti nei vari settori, soprattutto per quanto concerne il settore prime, e il restringimento dello spread rispetto ai titoli di Stato a 10 anni stanno riaffermando il ruolo centrale del mercato immobiliare italiano in un portafoglio di investimenti. Vuoi maggiori informazioni sulla gestione dei tuoi capitali e sulla diversificazione degli investimenti anche nel settore retail degli immobili? Contattami subito, lavoriamo insieme per migliorare le tue rendite.
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