hydrogen green bond 2025 emittenti cedole e come sottoscriverli in borsa italiana
Aggiornato il: 31/05/2026Pubblicato in: AZIONI, EURO, MERCATO MONETARIO, OBBLIGAZIONI, SENZA CATEGORIA

Nel 2025, il segmento obbligazionario della finanza sostenibile continua a espandersi e a catturare l’attenzione di investitori istituzionali e retail. Tra gli strumenti più ricercati, emergono gli hydrogen-green bond, ovvero obbligazioni verdi finalizzate al finanziamento di progetti legati alla produzione, distribuzione e utilizzo dell’idrogeno verde. L’idrogeno, soprattutto nella sua forma “green”, è considerato uno dei vettori energetici chiave per raggiungere gli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea al 2030 e al 2050.

Il 2025 segna una svolta per questo tipo di strumenti: l’offerta si amplia, i rendimenti si stabilizzano in un contesto di tassi più prevedibili, e aumenta la trasparenza nella rendicontazione dell’impatto ambientale. In questo articolo vedremo chi sono gli emittenti principali, quali cedole stanno offrendo e come gli investitori possono sottoscrivere questi bond attraverso la Borsa Italiana.

Che cosa sono gli hydrogen-green bond

Gli hydrogen-green bond sono titoli obbligazionari emessi da società, enti pubblici o organizzazioni sovranazionali per finanziare esclusivamente progetti legati all’idrogeno verde, ovvero ottenuto tramite elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili. Si tratta di strumenti di debito che combinano le caratteristiche classiche delle obbligazioni con vincoli precisi sull’utilizzo dei capitali raccolti, in linea con i principi del Green Bond Principles (GBP) dell’ICMA (International Capital Market Association).

Rispetto ai green bond generici, questi strumenti sono più focalizzati: il capitale serve a costruire elettrolizzatori, sviluppare tecnologie di stoccaggio e trasporto dell’idrogeno o realizzare impianti industriali alimentati a idrogeno.

Perché stanno crescendo nel 2025

L’interesse verso gli hydrogen-green bond è alimentato da diversi fattori:

  • L’aumento delle politiche pubbliche a sostegno dell’idrogeno, come il pacchetto Fit for 55 e il Green Deal europeo.

  • I piani nazionali di investimento, come il PNRR italiano, che destina fondi significativi allo sviluppo dell’idrogeno.

  • L’aumento della domanda di investimenti ESG (ambientali, sociali e di governance), che spinge fondi e asset manager a cercare strumenti coerenti con i criteri di sostenibilità.

Secondo i dati pubblicati da Bloomberg New Energy Finance, gli investimenti globali in progetti legati all’idrogeno verde hanno superato i 10 miliardi di dollari nel primo semestre del 2025, con un incremento del 35% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Gli emittenti principali degli hydrogen-green bond quotati in Borsa Italiana

Tra gli emittenti che si sono affacciati con maggiore decisione sul mercato obbligazionario green dedicato all’idrogeno troviamo:

Enel Green Power

Attraverso la controllata dedicata all’energia rinnovabile, Enel ha collocato nel primo trimestre del 2025 un green bond da 1 miliardo di euro con scadenza a 8 anni e cedola fissa al 3,25%. I proventi sono destinati alla costruzione di due impianti di elettrolisi in Sicilia e Sardegna.

Snam

Snam ha avviato una strategia di finanziamento sostenibile centrata sulla decarbonizzazione delle infrastrutture. A marzo 2025 ha emesso un hydrogen-linked green bond da 600 milioni di euro, con scadenza a 10 anni e cedola indicizzata all’andamento degli obiettivi ESG annuali.

BEI (Banca Europea per gli Investimenti)

Anche la BEI ha svolto un ruolo attivo. A febbraio ha lanciato un’obbligazione tematica da 750 milioni di euro, destinata esclusivamente a finanziare progetti di idrogeno in Italia, Germania e Spagna. Il titolo, quotato sul MOT, ha una cedola al 2,90% ed è considerato particolarmente appetibile per i fondi pensione.

Industrie private emergenti

Non mancano aziende emergenti nel settore idrogeno che si finanziano attraverso mini-bond verdi. In Italia, società come De Nora e McPhy Energy hanno emesso obbligazioni green da 50-100 milioni di euro, riservate principalmente a investitori qualificati, ma in alcuni casi accessibili anche ai retail tramite intermediari abilitati.

Cedole e rendimenti nel contesto 2025

Il contesto macroeconomico del 2025 si è stabilizzato rispetto agli anni precedenti, con tassi d’interesse in lieve calo rispetto ai picchi del 2023-2024. Questo ha reso i rendimenti dei green bond più prevedibili.

I rendimenti degli hydrogen-green bond attualmente quotati in Borsa Italiana oscillano tra:

  • 2,75% e 3,50% per i titoli investment grade con scadenze comprese tra 5 e 10 anni

  • 4,00% e oltre per le emissioni high yield o con scadenze più lunghe e maggiore esposizione tecnologica

Va sottolineato che alcuni strumenti prevedono cedole variabili legate al raggiungimento di obiettivi ambientali specifici, premiando quindi gli emittenti che rispettano i target di riduzione delle emissioni.

Come sottoscrivere hydrogen-green bond in Borsa Italiana

I green bond legati all’idrogeno sono disponibili sulla Borsa Italiana, prevalentemente nei segmenti MOT e EuroMOT. La sottoscrizione o l’acquisto può avvenire in due modalità:

1. Sottoscrizione in fase di collocamento

Alcune emissioni prevedono una fase di collocamento retail aperta anche ai piccoli risparmiatori. In questo caso:

  • È necessario avere un conto titoli presso un intermediario abilitato (banca, SIM o piattaforma di trading).

  • L’emissione viene comunicata con un prospetto informativo approvato da CONSOB.

  • Il lotto minimo può variare (di solito tra 1.000 e 10.000 euro).

  • I titoli vengono assegnati secondo l’ordine cronologico di prenotazione.

2. Acquisto sul mercato secondario

Dopo il collocamento iniziale, i green bond vengono negoziati sul MOT come qualunque altra obbligazione. L’investitore può:

  • Consultare il prezzo e il rendimento corrente

  • Acquistare anche tagli minimi (a partire da 1.000 euro nominali)

  • Valutare la liquidità tramite il book di negoziazione

È sempre consigliabile verificare il codice ISIN del bond e il foglio informativo prima di effettuare l’ordine.

Quali vantaggi per gli investitori

L’investimento in hydrogen-green bond offre una serie di vantaggi concreti, tra cui:

  • Diversificazione del portafoglio con strumenti tematici a basso impatto ambientale

  • Allineamento con i criteri ESG, sempre più richiesti da clienti istituzionali e private

  • Benefici fiscali potenziali, se l’Italia decidesse di introdurre agevolazioni per il risparmio sostenibile, come avvenuto in Francia e Germania

  • Esposizione indiretta al settore dell’idrogeno, che secondo McKinsey potrebbe valere oltre 300 miliardi di euro in Europa entro il 2030

I rischi da tenere in considerazione

Nonostante le prospettive favorevoli, è importante essere consapevoli anche dei rischi connessi a questo tipo di investimento:

  • Rischio di mercato: i green bond sono soggetti alle variazioni dei tassi di interesse.

  • Rischio emittente: soprattutto nelle emissioni corporate, la solidità dell’azienda è fondamentale.

  • Rischio di greenwashing: è essenziale verificare che i progetti finanziati siano realmente allineati agli standard ESG riconosciuti.

  • Rischio tecnologico: l’idrogeno verde è ancora in fase di sviluppo e molte soluzioni non hanno ancora raggiunto l’efficienza economica.

Per questi motivi, è consigliabile analizzare con attenzione la documentazione associata all’emissione (use of proceeds, impact report, KPI ESG) e, se necessario, farsi assistere da un consulente finanziario indipendente.

Quali strumenti offre la Borsa Italiana per monitorare gli hydrogen-green bond

Nel 2025, Borsa Italiana ha potenziato la propria sezione dedicata agli strumenti sostenibili. Sul sito ufficiale è possibile:

  • Consultare l’elenco aggiornato dei green bond quotati

  • Verificare le scadenze, le cedole e gli ISIN

  • Accedere ai documenti di emissione

  • Usare i filtri per selezionare esclusivamente obbligazioni legate all’idrogeno o all’energia rinnovabile

Inoltre, è attivo un Green & Social Bonds Segment all’interno del MOT, pensato proprio per evidenziare gli strumenti a impatto ambientale e sociale.

Prospettive future: cosa aspettarsi dopo il 2025

Le prospettive per gli hydrogen-green bond sono in crescita anche oltre il 2025. Secondo un report dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA), il fabbisogno di investimenti annuali nel settore idrogeno supererà i 60 miliardi di dollari a livello globale entro il 2030. Ciò comporterà una necessità crescente di strumenti di finanziamento innovativi e sostenibili.

In Italia, si attende una seconda ondata di emissioni obbligazionarie legate al PNRR e ai fondi REPowerEU, con una quota significativa destinata ai progetti sull’idrogeno. Parallelamente, la maggiore standardizzazione normativa (taxonomy UE, reporting obbligatorio) migliorerà la trasparenza per gli investitori.

Il ruolo degli hydrogen-green bond nella transizione energetica

Gli hydrogen-green bond si stanno affermando come uno strumento cruciale per finanziare la transizione energetica e per rispondere alle sfide climatiche con soluzioni concrete. Offrono agli investitori l’opportunità di sostenere attivamente la decarbonizzazione del sistema produttivo europeo, pur ottenendo un rendimento finanziario competitivo.

Chi desidera posizionarsi su un settore in forte espansione e al tempo stesso contribuire alla sostenibilità ambientale trova in questi bond un veicolo coerente ed efficace. La possibilità di accedervi anche attraverso la Borsa Italiana rende lo strumento ancora più accessibile e trasparente.

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Scritto da: Luca Spinelli

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Fondatore di consulente-finanziario.org, Luca Spinelli è un consulente finanziario indipendente di Milano iscritto all'Albo OCF nonché investitore professionale. Specializzato in consulenza indipendente e gestione di portafoglio, promuove un'educazione finanziaria chiara e trasparente per aiutare le persone a prendere decisioni informate. Nel 2025 ha pubblicato un eBook dedicato alla consulenza finanziaria indipendente (ISBN 9791224027447).

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