
Questa è l’opinione di Robert Kiyosaki, uno degli autori più famosi del settore finanziario: l’autore suggerisce tre grandi elementi per la sua strategia di difesa finanziaria. Vale a dire l’oro, la materia prima per eccellenza e ormai imprescindibile, Bitcoin ed Ethereum. Parliamo di due criptovalute molto note e diffuse, ma che si caratterizzano per obiettivi – sia tecnologici che concettuali – molto distanti. E dopo vedremo come influenzano la strategia di diversificazione.
L’autore del best seller Padre Ricco, Padre Povero – che ho personalmente letto e apprezzato – sottolinea in un suo tweet personale che bisogna fare attenzione all’impennata del debito nazionale USA, vicino a 39,6 mila miliardi di dollari, e che una strategia tutelatrice del patrimonio deve tenere come riferimento questi asset: oro e risorse digitali come Bitcoin ed Ethereum. Sarà una soluzione utile per tutti?
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Una premessa: chi è Robert Kiyosaki?
Perché dobbiamo prendere in considerazione le parole di Robert Kiyosaki? Qual è il valore del suo contributo? Partiamo dalle basi: come suggerisce anche Wikipedia, Robert Kiyosaki è uno scrittore e imprenditore statunitense di origini giapponesi, nato alle Hawaii nel 1947.
Questo autore deve la sua notorietà al best seller di finanza personale Padre Ricco, Padre Povero pubblicato nel 1997. Kiyosaki è portavoce dell’indipendenza finanziaria da raggiungere attraverso l’acquisto di immobili da mettere a reddito e debito buono, quello necessario per creare investimenti. Inoltre, Kiyosaki è un grande sostenitore degli asset che rientrano nei beni rifugio e nelle materie prime come oro, argento e valute elettroniche come i Bitcoin: soluzioni che bypassano l’inflazione e la svalutazione governativa.
Infatti, Robert Kiyosaki ha spesso avvertito il suo pubblico, attraverso tweet ma anche nei suoi podcast, dell’arrivo della tempesta: il continuo indebitamento pubblico e l’espansione monetaria sono le cause del continuo indebolimento del potere d’acquisto del dollaro. Quindi bisogna costruire una strategia protettiva attraverso oro, Bitcoin ed Ethereum.
Il problema e la soluzione proposta da Kiyosaki
Secondo Kiyosaki, il pain point per eccellenza della situazione economica è l’indebitamento USA. Come ci ricorda Yahoo! Finanza, nel 2008 il debito degli Stati Uniti d’America sfiorava i 9,5 trilioni di dollari; oggi siamo a 39,6 trilioni di dollari. Il debito pubblico USA, e la stampa di moneta da parte della Federal Reserve, rappresentano il problema finanziario globale.
L’autore è convinto del fatto che il dollaro venga continuamente svalutato dall’emissione di nuovo debito. Per questo il consiglio che dà ai suoi follower è chiaro: bisogna accumulare beni reali scarsi come oro, argento e Bitcoin per proteggersi dal crollo del potere d’acquisto. Il motivo riguarda la natura di hard asset di questi parametri: stiamo parlando di materie prime e monete digitali che non si possono stampare a comando, sono beni scarsi che proteggono la ricchezza quando tutto il resto crolla. Una delle citazioni preferite da Kiyosaki lanciata sempre su X?
JP Morgan: “L’oro è denaro. Tutto il resto è credito”.
Partiamo sempre dal presupposto che, nella sua visione di investitore, per Kiyosaki i risparmiatori sbagliano, sono in perdita – Savers are losers – perché tenere i soldi sul conto corrente in valute tradizionali (fiat) come dollari o euro vuol dire perdere potere d’acquisto. Ciò avviene sempre a causa degli stessi motivi: inflazione ed espansione del debito pubblico. Per questo si punta su hard asset che non perdono valore.
Materie prime storiche
Oro e argento – metalli che Kiyosaki accumula da anni e conserva anche fisicamente in caveau svizzeri – sono il salvagente estremo. Quello che ti permette di sopravvivere e di creare la protezione indispensabile in caso di totale fallimento del sistema finanziario o di blackout digitale. Se la situazione va male, oro e argento ci saranno sempre perché hanno un valore intrinseco riconosciuto e incrollabile.
Nuove valute digitali
L’altra faccia della strategia di investimento è quella delle valute digitali come i Bitcoin. La scarsità assoluta (massimo 21 milioni di pezzi) e la natura decentralizzata, priva del controllo di banche centrali o governi, sono i punti di forza che permettono a questo asset di estraniarsi dai problemi tipici della valuta standard.
Dal 2022 Kiyosaki investe anche in Ethereum: questo asset è entrato nella sua strategia per la sua utilità concreta e sistemica. Infatti, mentre Bitcoin è la moneta decentralizzata per eccellenza, Ethereum concentra il suo valore nell’utilità della rete e non nella scarsità assoluta. Infatti, rappresenta un’infrastruttura di calcolo decentralizzata dove si sviluppano applicazioni di finanza decentralizzata e token NFT.
Si tratta di un meccanismo ideale per tutti?
No, questo meccanismo non è privo di punti deboli e non può essere considerato una soluzione ideale per qualsiasi profilo. Di sicuro è la visione ideale secondo l’autore di Padre Ricco, Padre Povero ma bisogna anche ricordare che Kiyosaki veste da sempre il ruolo della Cassandra, pronosticando disastri e cadute del sistema economico mondiale che però tardano a verificarsi.
Certo, i rischi ci sono ma per molti altri investitori si tratta di un approccio estremo che comporta anche degli svantaggi specifici. Come l’assenza di una rendita reale dell’oro e dell’argento, o la volatilità delle valute digitali. Né l’oro né il Bitcoin generano dividendi o cedole, non sono come gli affitti che pagano a fine mese.
Tutto si basa sulla speranza che ci sia qualcuno che in futuro pagherà di più per avere queste risorse. Probabilmente, un consulente finanziario può suggerirti un approccio differente e più equilibrato per mantenere in ordine i tuoi investimenti.
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