
Un articolo nato per spiegare una scelta personale si è trasformato in un piccolo confronto internazionale acceso. Dopo dieci anni di impegno nel progetto di calcolo distribuito BOINC, adesso però arriva la decisione di interrompere immediatamente il supporto.
🔽 Indice dei contenuti
La pubblicazione e le prime reazioni
Ieri ho pubblicato un articolo in cui spiegavo la mia decisione di ridurre — fino ad azzerare — il mio impegno in BOINC, progetto di calcolo distribuito a cui ho dedicato tempo, risorse economiche e competenze per oltre dieci anni.
Un utente ha condiviso il testo su BOINC.Italy, il forum della community italiana. Le risposte non si sono fatte attendere.
Il confronto costruttivo della community italiana
Dall’Italia sono arrivati commenti articolati, critici ma costruttivi. In particolare, l’intervento di un utente — astroale — ha offerto una riflessione approfondita e stimolante.
Non ne riassumo il contenuto solo perché la complessità del ragionamento merita di essere letto integralmente. È esattamente questo il tipo di confronto che auspico: se sbaglio, voglio che qualcuno me lo dimostri.
Il dissenso argomentato è l’unico modo per crescere.
Per questo mi sento di consigliare di frequentare la community italiana a tutti i volontari italiani. È un ambiente capace di discutere nel merito, senza scadere nell’attacco personale.
La diffusione internazionale dell’articolo
Un utente straniero ha condiviso l’articolo — pubblicato in italiano ma traducibile tramite il menu del sito — rendendolo accessibile alla community internazionale.
La diffusione era auspicata. Il confronto globale era previsto. Meno prevedibile, invece, il tono di alcune reazioni.
Le critiche ricevute dalla community internazionale
Invece di entrare nel merito dei problemi sollevati — quattro o cinque questioni precise, dettagliate in un testo di circa mille parole — una parte delle risposte si è concentrata su elementi marginali o su accuse prive di fondamento.
Vediamole nel dettaglio.
L’accusa: “Il sito sembra una truffa”
Un utente anonimo ha definito il mio sito “simile a una truffa”.
Un’affermazione sorprendente, considerando che sono un consulente finanziario indipendente regolarmente iscritto all’Albo, con una storia professionale documentata, recensioni pubbliche e riferimenti verificabili.
Non è un commento che offende. È semplicemente un’accusa che non trova alcun riscontro oggettivo.
La questione della “pubblicità” sul sito
Un altro commentatore ha sostenuto che la pagina conterrebbe “troppa pubblicità”, insinuando dubbi sulle mie intenzioni.
Sul mio sito è presente una normale call to action — come il mio numero di telefono — perché svolgo un’attività professionale. Ma questo elemento non ha alcuna relazione con l’analisi critica su BOINC.
Aver esercitato per dieci anni volontariato tecnologico e beneficenza attraverso BOINC non è certo incompatibile con il fatto di svolgere un’attività professionale.
“Perché non hai sollevato prima queste critiche?”
Mi è stato chiesto perché non avessi espresso pubblicamente questi rilievi in precedenza.
In realtà, nell’articolo è presente il link a precedenti interventi — tra cui uno dedicato al miglioramento della SEO dei progetti BOINC — rimasti senza risposta.
Le proposte non sono mancate. È mancato, piuttosto, il dialogo.
L’accusa di promozione occulta e uso dell’intelligenza artificiale
Un commento mi ha accusato di aver scritto l’articolo con l’intelligenza artificiale per promuovere Kiva, piattaforma di microcredito citata nel testo.
Kiva, però, era solo uno dei diversi esempi riportati in chiusura — insieme a WWF, FAI e altre realtà — per spiegare che le risorse finora destinate a BOINC verranno orientate verso altri progetti benefici.
Non vi era alcuna operazione promozionale, ma la semplice indicazione di nuove destinazioni solidali. Destinazioni che già supportavo pubblicamente da anni.
Il malfunzionamento del link di traduzione
Un utente ha segnalato un link temporaneamente non funzionante nella traduzione automatica.
Osservazione corretta. Probabilmente il problema era dovuto al picco di traffico registrato dall’articolo. Un dato che, al di là delle polemiche di alcuni, considero positivo.
“BOINC funziona, quindi il problema non esiste”
Altri commenti si sono limitati ad affermare che BOINC “fa ciò che promette”.
Vero. Ma il fatto che uno strumento funzioni non significa che non possa essere migliorato.
Se così fosse, nessuna innovazione sarebbe mai necessaria.
Nel mio articolo non ho messo in discussione l’utilità del progetto, ma ne ho evidenziato criticità e margini di evoluzione.
La decisione finale: interrompere il supporto a BOINC
Dopo aver letto le reazioni internazionali, la mia decisione è definitiva: interromperò il mio supporto a BOINC.
Non per risentimento. Per coerenza.
Se il tempo, le proposte e le risorse economiche investite non trovano ascolto, è legittimo scegliere di destinarle altrove.
Nuove direzioni per l’impegno benefico
Le cause meritevoli non mancano: microcredito, tutela ambientale, ricerca scientifica, fondazioni impegnate contro l’AIDS.
Il mio impegno nel volontariato e nel sostegno a progetti benefici continua.
Semplicemente, cambia direzione. Con la pace di chi magari usa account multipli per attaccare chi per dieci anni ha solamente donato.
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