
Negli ultimi anni, investing.com è diventato uno dei punti di riferimento per gli investitori italiani e internazionali. Tuttavia, molti mi hanno chiesto perché non pubblico più contenuti su questa piattaforma. La risposta merita un approfondimento dettagliato, perché riguarda non solo le dinamiche di pubblicazione ma anche la filosofia che sta dietro al sito e al modo in cui gestisce i contributi esterni. In questo articolo analizzerò le ragioni principali che mi hanno portato a smettere di pubblicare su investing.com, condividendo al contempo informazioni pratiche e riflessioni utili per chi si occupa di consulenza finanziaria e di contenuti online.
🔽 Indice dei contenuti
Cos’è investing.com e come funziona
investing.com è probabilmente uno dei portali finanziari più conosciuti al mondo. Offre un’ampia gamma di informazioni, tra cui:
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Grafici di borsa in tempo reale
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Bilanci aziendali e indicatori economici
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Dati sui dividendi e sugli andamenti storici delle aziende
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Analisi di mercato e notizie finanziarie
Oltre alla possibilità di consultare dati e grafici, investing.com consente agli utenti di creare un profilo e contribuire con contenuti propri. Questi contributi non compaiono sul blog principale, ma su una serie di microblog e categorie tematiche, dove è possibile inserire commenti e analisi anche senza essere iscritti all’albo professionale.
È interessante notare che, storicamente, il dominio investing.com è stato venduto per circa 2 milioni di dollari, un record per l’epoca. Questo dato testimonia l’importanza e il valore percepito di questo sito nel panorama finanziario internazionale.
La pubblicazione su investing.com: opportunità e limiti
Il processo di pubblicazione su investing.com prevede una revisione manuale dei contenuti. Tuttavia, questa revisione è spesso piuttosto blanda: il team verifica principalmente che non ci siano contenuti illegali, lasciando ampio spazio alla pubblicazione anche di testi con formattazione scadente o strutturazione poco curata.
Questo approccio può sembrare vantaggioso, perché consente a chiunque di condividere conoscenze e analisi. Tuttavia, dal punto di vista dell’autore, presenta alcune criticità:
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Contenuti non pubblicati senza spiegazioni
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Possibile perdita definitiva di articoli non approvati
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Preferenza per testi che si allineano allo stile interno di investing.com
Perché i miei articoli non venivano pubblicati
La mia esperienza personale con investing.com ha messo in luce un punto fondamentale: la piattaforma tende a favorire articoli con un taglio più generale e “istituzionale”, evitando contributi troppo personali o con opinioni nette.
Ad esempio, uno dei miei articoli riguardava gli ultimi dieci anni di Bitcoin, analizzando l’evoluzione del mining e la sua non convenienza per i piccoli investitori rispetto all’acquisto diretto della criptovaluta. Pur essendo un contenuto basato su dati reali e analisi concrete, non è stato pubblicato. La mia spiegazione è semplice: investing.com preferisce contenuti che si integrino con lo stile della propria redazione, mentre articoli troppo personali rischiano di disturbare la coerenza editoriale e di spingere gli utenti a seguire autori esterni piuttosto che rimanere all’interno della piattaforma.
La scelta di smettere di pubblicare
Alla luce di quanto detto, la mia decisione di interrompere la pubblicazione su investing.com si basa su due motivi principali:
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Controllo editoriale centralizzato
La piattaforma privilegia contenuti in linea con il proprio stile interno, limitando la libertà di esprimere opinioni personali o raccontare esperienze concrete nel mondo degli investimenti. -
Perdita dei contenuti non pubblicati
Gli articoli non approvati non possono essere recuperati, comportando una perdita significativa di lavoro e contenuti di valore.
Questi elementi spiegano perché ho scelto di concentrarmi su altri canali, come il mio blog personale o piattaforme come Medium, dove posso pubblicare liberamente contenuti più articolati e approfonditi senza restrizioni di stile o formato.
L’importanza di una piattaforma indipendente per i consulenti finanziari
La mia esperienza con investing.com evidenzia un concetto fondamentale per chi opera nel settore finanziario: la libertà di pubblicazione e la gestione autonoma dei contenuti sono essenziali per garantire valore al lettore.
Gestire un blog indipendente consente di:
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Raccontare esperienze reali e dati concreti senza compromessi editoriali
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Pubblicare analisi dettagliate su strumenti finanziari complessi
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Offrire contenuti diversificati, dai segnali di mercato agli approfondimenti sul mondo delle criptovalute
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Costruire un rapporto diretto e trasparente con il lettore, rafforzando l’autorevolezza del consulente
Considerazioni finali sul mondo dei microblog finanziari
investing.com rimane un punto di riferimento importante per chi cerca dati di borsa, grafici, dividendi e informazioni sulle aziende. Tuttavia, per contenuti più personali, analisi approfondite o articoli con opinioni nette, una piattaforma indipendente offre vantaggi decisivi:
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Controllo completo sui contenuti
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Possibilità di pubblicare articoli di lungo formato
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Libertà di approfondire esperienze reali, ad esempio nel mondo Bitcoin e del mining
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Minore rischio di malintesi legati al copytrading o ai segnali finanziari
Smettere di pubblicare su investing.com non significa rinunciare alla condivisione di contenuti di qualità. Al contrario, permette di concentrare l’attenzione su strumenti e canali più adatti a trasmettere competenza, autorevolezza e fiducia, elementi fondamentali per un consulente finanziario indipendente e per chiunque voglia costruire un pubblico attento e consapevole.
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