
La notizia ha attirato l’attenzione degli investitori e dei consulenti finanziari sempre attenti a trovare nuove soluzioni per curare il portafoglio dei propri clienti: il Consiglio di Amministrazione di ENI, riunito il 2 aprile 2026, ha deliberato la possibile emissione di uno o più prestiti obbligazionari per un valore complessivo fino a 10 miliardi di euro. I titoli saranno destinati a investitori istituzionali, salvo diverse decisioni future, e potranno essere quotati sui mercati.
Per le fonti ufficiali puoi consultare il comunicato stampa pubblicato sul sito ENI. Si tratta di un’operazione di routine finanziaria su larga scala che consente a questa multinazionale di attivarsi sui mercati dei capitali nei prossimi due anni, considerando che questi prestiti obbligazionari saranno da emettersi in una o più sessioni entro il 31 marzo 2028. L’idea base è quella di sfruttare al massimo alcune finestre di mercato favorevoli. Vuoi approfondire questa notizia?
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Una sintesi della notizia collegata alle obbligazioni
È stato un periodo di decisioni strategiche per il Consiglio di Amministrazione di ENI. Il quale ha definito con attenzione le prossime attività finanziarie tra gestione del debito e remunerazione dei soci con una nuova architettura. Come anticipato, il CdA sotto la presidenza di Giuseppe Zafarana ha approvato la possibile emissione di prestiti obbligazionari fino a un massimo di 10 miliardi di euro (o valore equivalente in altre valute). Le caratteristiche di questa operazione:
- Una o più tranche da collocare entro il 31 marzo 2028.
- Rivolto esclusivamente agli investitori istituzionali.
- I titoli potranno essere quotati sui mercati regolamentati.
ENI punta a stabilizzare la propria cassa per i prossimi due anni e conferma la capacità nel remunerare il capitale investito. La flessibilità dei 10 miliardi di euro permetterà al gruppo di muoversi con agilità in un contesto energetico in grande evoluzione e tassi d’interesse che tendono a cambiare repentinamente.
Cedola in arrivo: i dettagli della quarta tranche
Come ci ricorda Il Messaggero, durante la conferenza stampa indetta per presentare la strategia di obbligazioni, ENI ha confermato l’impegno verso gli azionisti confermando la quarta tranche del 2025: 0,27 euro per azione su un totale annuo di 1,05 euro. Lo stacco della cedola è fissato per il 18 maggio, il pagamento avverrà il 20 maggio. Per i possessori di certificati quotati a New York, la tranche sarà di 0,54 euro per ADR, con pagamento previsto per il 5 giugno.
Approfondiamo il profilo finanziario dell’ENI
Conosciamo questo grande nome del settore energetico per i tanti servizi rivolti al settore terziario, come ENI gas e luce. Oggi, questa global energy tech company si delinea come una realtà che punta a coniugare la solidità dei profitti derivanti dagli idrocarburi con una crescita accelerata nei settori legati alla decarbonizzazione. L’annuncio del piano obbligazionario fino a 10 miliardi di euro conferma la volontà di mantenere una struttura finanziaria flessibile.
Eni SpA ha in essere un prestito obbligazionario convertibile senior unsecured sustainability-linked per un valore nominale complessivo di €1.000 milioni. Le obbligazioni saranno convertibili in azioni ordinarie Eni acquistate nell’ambito del piano di acquisto di azioni proprie approvato dalla Assemblea degli Azionisti del 10 maggio 2023 e avranno una durata di 7 anni. Il prezzo di conversione sarà di €17,5513.
La società punta a mantenere un rapporto di indebitamento (leverage) contenuto, generalmente nell’intervallo 0,15 – 0,20 per garantire il rating e la sostenibilità del debito. Ma vuole anche generare un forte flusso di cassa operativo, stimato in oltre 13 miliardi di euro annui a scenario costante, per finanziare sia gli investimenti che la remunerazione dei soci. Una caratteristica distintiva per gli investitori è il modello societario a satelliti. ENI quota o apre il capitale di:
- Enilive: focalizzata sulla bioraffinazione e mobilità sostenibile.
- Plenitude: integrazione di rinnovabili, vendita retail e ricarica EV.
- Var Energi / Azule: Joint venture focalizzate sull’upstream.
Passiamo alla remunerazione degli azionisti. ENI ha una politica di distribuzione del valore progressiva su dividendi – per il 2026 la cedola è stata aumentata del 5% rispetto all’anno precedente, confermando un trend di crescita – e buyback. In questo caso, il piano prevede programmi di riacquisto di azioni con clausole di upside: se il prezzo del petrolio o i flussi di cassa superano le previsioni, una quota maggiore (fino al 60%) viene restituita agli azionisti.
Come si inserisce il nuovo scenario?
Il gruppo ENI si presenta agli investitori come una risorsa da seguire e valorizzare. Non è più una semplice compagnia petrolifera, da tempo è un gruppo diversificato che investe nella transizione energetica europea garantendo un rendimento cedolare tra i più competitivi del settore. Possiamo definirla una Energy Company in transizione che fonde la solidità dei profitti legati agli idrocarburi con una crescita interessante nei business della decarbonizzazione.
L’annuncio del piano obbligazionario fino a 10 miliardi di euro conferma la volontà della multinazionale, un tempo conosciuta come Agip, di mantenere una struttura finanziaria flessibile. Sarà compito dei consulenti finanziari valutare se e come utilizzare gli strumenti messi a disposizione per valorizzare il portafoglio dei clienti. nel frattempo, continuiamo a osservare con attenzione i passaggi e le azioni strategiche di una delle principali compagnie energetiche multinazionali al mondo.
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